Galileo Galilei (1564-1642) - Note biografiche [2]
L'Inquisizione ecclesiastica bollò come eretica la teoria copernicana, che metteva in discussione l'autorità interpretativa della Chiesa, ponendo all'indice, nel 1616 il testo "De Revolutionibus Orbium Coelestium" di Copernico.
Una prima conseguenza fu la diffida del cardinale Bellarmino a sostenere tali teorie.
Nell'aprile del 1630 Galileo, intimidito ma non a sufficienza per interrompere la sua straordinaria esplorazione scientifica, terminò di scrivere il "Dialogo sui due Massimi Sistemi del Mondo", nel quale le teorie copernicana e tolemaica vengono messe dialetticamente a confronto, per poi naturalmente dimostrare la superiorità delle nuove acquisizioni scientifiche.
Il Papa Urbano VIII proibì la distribuzione di tale opera, pubblicata nel 1632, nonostante il precedente tentativo di Galileo di concordare alcune modifiche e fece istituire dall'Inquisizione un processo.
Lo scienziato, ormai anziano e malato, venne chiamato a Roma e processato (1633).
Imprigionato e minacciato di tortura, Galileo venne costretto ad abiurare pubblicamente (umiliato indossava un rozzo sacco) e condannato alla prigione a vita.
Si dice che nell'occasione Galileo mormorasse fra i denti "Eppur si muove".
A Galileo venne poi concesso di scontare la pena nella sua villa di Arcetri, vicino a Firenze, in esilio fino alla morte.
Galileo morì a Firenze il giorno 8 gennaio 1642, circondato da pochi allievi e nella quasi totale cecità.
Galileo Galilei è sepolto a Firenze, in Santa Croce, nel mausoleo dei sommi italiani.
Trecentocinquanta anni dopo la sua morte (1992) la Chiesa ha riconosciuto formalmente la grandezza di Galileo Galilei, "riabilitandolo" e assolvendolo dall'accusa di eresia.
Joseph Nicolas Robert Fleury: Il processo di Galilei (XIX sec.)