icona
VITA DELL'OLIVO



L'olivo è un sempreverde che può assumere dimensioni e forme molto variabili.
Ha foglie lanceolate lunghe in media da 5 a 8 centimetri, verdi nella parte superiore e grigio argento nella parte inferiore, che hanno durata media di circa 3 anni.
Il tronco appare grigio-verde e liscio fino al decimo anno circa, poi diventa nodoso, scabro con solchi profondi e contorto ed assume colore scuro, quasi nero.

Alla base una larga ceppaia può emettere germogli anche dopo che il tronco è stato tagliato e garantisce la sopravvivenza della pianta. L'apparato radicale è fascicolato e con molte ramificazioni superficiali che svolgono la maggior parte dell'attività di assorbimento nutritivo. Le radici si estendono orizzontalmente fino a 2-3 volte l'altezza della pianta e si spingono in profondità, nei suoli più fertili, fino a 1,5 -2 metri.  

 Olivo:


albero


Dicotiledone, famiglia Oleacee, genere Olea, specie Olea Europaea sativa D.C. o Olea Europaea l.
Area di crescita:

zone temperate tra 30° e 45° parallelo nord e sud

Olivi nel mondo:

800 milioni di piante su 9.500.000 ettari

Olivi nel Mediterraneo :

700 milioni di piante su 9.000.000 ettari

Varietà di cultivar:

476 in Italia e migliaia nel Mediterraneo. Un numero così elevato è dovuto a modificazioni del genotipo (a causa di mutazioni gemmarie fissate per via vegetativa o per incrocio spontaneo e successiva disseminazione) o per fluttuazione dei caratteri varietali a seguito di condizioni ambientali.

Ciclo della pianta:

da 0 a 7 anni: installazione improduttiva (a metà anni si effettua l'innesto, a 5 il trapianto a dimora);

da 7 a circa 30 anni: crescita con aumento continuo della produttività (inizio produzione con sistemi tradizionali: 15/20 anni; con sistemi moderni: 5/10 anni);

da 35 a 150 anni: maturità e piena produzione;

oltre i 150 anni: inizio dell'invecchiamento con produttività notevole per secoli e talvolta millenni.



Pratiche colturali durante l'anno

L'olivo è un albero robusto, capace di resistere in inverno a temperature al di sotto dei -6/7 gradi centigradi e di sopportare lunghe siccità estive. Viene coltivato in aree con piovosità media di 350/400 mm. annui e temperature estive di 40 gradi. Tuttavia per ottenere una buona produzione è necessario provvedere ad alcune pratiche colturali durante il corso dell'anno.

Selezionando i simboli sottostanti è possibile seguire attraverso le varie stagioni le attività che si svolgono in un oliveto e la crescita delle olive dal fiore primaverile alla raccolta invernale



        PRIMAVERA                               ESTATE                     AUTUNNO                              INVERNO







PRIMAVERA








primavera La primavera corrisponde al risveglio vegetativo della pianta dopo la pausa
dei mesi freddi ed in questa stagione negli oliveti è necessario concimare la terra,
lavorarla per favorire l'immagazzinamento dell'acqua e soprattutto potare gli alberi.
Talvolta, in annate di maturazione tardiva delle olive, la raccolta si prolunga nei mesi
primaverili.
In passato, quando si lasciavano le olive sugli alberi sino alla caduta spontanea,
 si potevano vedere alberi con frutti maturi e gemme nello stesso momento.                                                                 
La potatura permette di asportare, con appositi strumenti da taglio,
i rami per rinnovare e favorire lo sviluppo delle branche fruttifere della pianta,
di intervenire modellando la forma della pianta per regolarne la crescita ed il
 portamento anche in base ad esigenze colturali e di distribuire in modo omogeneo
 e corretto l'illuminazione sulle varie parti della chioma.
Scopo di tutti questi interventi è favorire la produttività ed aumentarla in rapporto
 equilibrato allo sviluppo annuale della pianta.

    Potatura
Ci sono diversi tipi di potatura: la potatura di impianto, la potatura di riforma, la potatura di ringiovanimento, la potatura di produzione.
Potatura di impianto
permette di determinare la forma della chioma e il portamento dell'albero adulto (a cono, a vaso, a vaso cespugliato ecc.) e si effettua nei primi anni dopo la messa
a dimora definitiva.
Potatura di riforma
si pratica per cambiare l'aspetto della chioma, per ridare forma originaria ad una pianta abbandonata e in disordine vegetativo o per correggere errori di potatura di impianto. Comporta il taglio di grosse parti della pianta e la loro sostituzione con polloni vigorosi e accuratamente selezionati.
Potatura di ringiovanimento
sfrutta la meravigliosa "immortalità" dell'olivo per rendere produttivi vecchi oliveti o alberi gravemente danneggiati dal gelo. Comporta il taglio del tronco alla base e l'allevamento di due o tre polloni scelti fra i più robustitra quelli che spunteranno dalla ceppaia.
Potatura di produzione
va effettuata subito dopo la fine del periodo delle gelate, poiché il freddo ostacolerebbe il processo di cicatrizzazione dei tagli sul legno, ma prima del termine del periodo di germoglio delle piante.
Concimazione
La concimazione primaverile fornisce all'olivo le sostanze ed i minerali necessari al processo di germogliazione rettificando il rapporto di quelli contenuti nel terreno o integrandoli se presenti in quantità insufficiente. E' stato stimato che 1 quintale di olive asporta mediamente dal suolo 900 g. di azoto, 200 g. di anidride fosforica e 100 g. di potassio. Epoca, qualità e quantità del concime dipendono dal terreno, dall'esposizione e da molte altre variabili. Antico e positivo è l'uso dei concimi organici (letame, sovescio di leguminose ecc.) che possono fornire azoto, fosforo, potassio e molti altri microelementi



ESTATE

estate
 
L'olivo è in grado di sopravvivere in ambienti aridi tuttavia in particolari momenti del suo ciclo vegetativo è importante possa godere di un apporto idrico adeguato. In estate avviene lo sviluppo dei frutticini, l'indurimento del nocciolo e la crescita dei frutti fino all'invaiatura, momento in cui il colore verde della buccia si attenua e compaiono macchie rossastre. Durante queste fasi della crescita un'eccessiva carenza d'acqua provoca la caduta dei frutti o, nella migliore delle ipotesi, li rende più piccoli e ne diminuisce gravemente il contenuto d'olio.
In questo periodo le olive sono esposte a tutti i danni provocati da condizioni climatiche avverse o da malattie e parassiti. Può accadere che un ottimo raccolto risulti gravemente compromesso da questi fattori.

    Lotta contro la mosca olearia
mosxca
La mosca olearia (Dacus Olei) rappresenta il principale pericolo e in certe annate questo insetto arriva a distruggere totalmente il raccolto, sia in qualità sia in quantità.
Questa mosca è presente in tutte le zone del pianeta dove esistono piante selvatiche o coltivate appartenenti al genere Olea, nel bacino del Mediterraneo, in Africa meridionale e orientale ed in Asia (sino all'India).
In un solo anno possono svilupparsi sino a 7 generazioni sempre più numerose: dalle uova deposte nelle olive escono larve che si nutrono della polpa e la forano per volare via. Negli anni in cui il freddo invernale, le temperature alte estive o i predatori non limitano sufficientemente il numero delle mosche, all'epoca della raccolta ogni oliva può presentare parecchi fori e gallerie che la rendono inutilizzabile sia per la tavola sia per l'olio.
La lotta alla mosca avviene con l'uso di anticrittogamici, esche avvelenate e recentemente attraverso la lotta biologica, diffondendo alcune specie di parassiti dell'insetto che attaccano le larve durante l'estate.

Irrigazione
Viene praticata soprattutto negli oliveti di recente costituzione. La maggior parte degli oliveti affrontano i mesi estivi senza integrazioni idriche e quindi vanno incontro alle conseguenze della siccità: caduta dei frutti, rallentamento della maturazione, lunghi intervalli fra le annate pienamente produttive.
Le piante irrigate regolarmente possono arrivare a raddoppiare il volume del frutto. I sistemi di irrigazione più diffusi variano a seconda delle aree e quindi in base alla disponibilità, alla portata, al costo di approvvigionamento dell'acqua, alla orografia del terreno ed alla dimensione della superficie di oliveto da irrigare. I sistemi tradizionali (a conche, per infiltrazione da solchi e a scorrimento) sfruttano le pendenze del terreno irrigando mediante canalette e solchi sistemati accuratamente e assiduamente controllati.
Sistemi più moderni permettono di irrigare punti ristretti in prossimità della pianta attraverso distribuzione localizzata "a goccia". Tubature in plastica con erogatori a distanze variabili forniscono piccole portate d'acqua (da 2 a 10 litri all'ora) che permettono di far fronte ai bisogni della pianta con un risparmio dal 10 al 30% rispetto ai metodi tradizionali.



AUTUNNO

 
autunno

 
In questa stagione avviene la maturazione delle olive, che perdono il colore verde con l'aumento del contenuto in olio e la diminuzione dell'acqua. Anche in questo periodo le carenze di acqua e sostanze nutritive possono incidere pesantemente sul raccolto poiché la crescita e la maturazione del frutto richiedono un costante apporto di sostanze ed elementi minerali.
Recenti studi hanno mostrato la stretta correlazione esistente tra la vegetazione autunnale e la produttività dell'annata successiva.
In questo periodo, tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre si effettua la raccolta delle olive verdi da tavola.

    Trattamenti del terreno
Il terreno circostante l'albero deve essere lavorato senza danneggiare le radici superficiali e quindi ad una profondità massima di circa 20 cm. Questa operazione consente di interrare i concimi e soprattutto di preparare il terreno a ricevere l'acqua piovana e quindi conservare più a lungo possibile l'umidità nel terreno. L'eliminazione conseguente di erbe infestanti favorisce la pianta e prepara il terreno alle operazioni di raccolta, soprattutto nel caso in cui si adottino sistemi come la raccattatura a terra o le reti.

Raccolta delle olive da tavola
Le olive da tavola vengono spesso raccolte immature, quando il nocciolo è già indurito, la buccia è ancora verde (solamente una qualità di oliva, quella leucoparca non contiene clorofilla e rimane bianca) e la consistenza della polpa accenna a diminuire.
I frutti devono essere staccati dai rami uno per uno, con cautela e delicatezza per evitare lesioni o compressioni che ne danneggerebbero l'aspetto e la qualità, e vengono disposti in strati sottili dentro appositi contenitori.
Un operaio può raccogliere in media 25-35 Kg. di olive per ora a seconda delle cultivar e della loro dimensione, che in genere è maggiore di quella delle olive da olio.
Le olive da tavola nere sono raccolte a maturazione completata con sistemi analoghi oppure, grazie alla maggior facilità di distacco rispetto alle verdi, con raccolta meccanica.

   

INVERNO
INVERNO
L'oliva durante la maturazione passa dal colore verde al viola ed infine al nero o quasi, mentre la polpa diviene piuttosto molle. Il processo di maturazione avviene progressivamente ed è molto lento, soprattutto quando l'irradiazione solare è minore. L'oliva deve essere raccolta quando è pienamente sviluppata e ad un buon processo di inoliazione, ma prima che la caduta dei frutti maturi ne abbia diminuito la quantità.
Viene definita perfettamente matura l'oliva che consente la massima resa effettiva di olio per ettaro e tale determinazione varia in base alla zona, alla varietà di oliva ed al clima.
Grandi estensioni di oliveto richiedono l'impiego di grandi quantità di mano d'opera per lunghi periodi. Infatti la meccanizzazione della raccolta non è particolarmente diffusa e quasi tutti i sistemi sono manuali o quasi.
   Raccolta
Le tecniche adottate variano da regione a regione soprattutto in relazione alle caratteristiche degli alberi, alla potatura e alla conseguente altezza delle fronde.
Brucatura:
raccolta a mano, può essere effettuata soprattutto su piante basse, potate appositamente e collocate in pianura. Ogni operaio raccoglie in media 10 Kg. di olive all'ora.
Pettinatura:
i frutti vengono staccati dai rami mediante una sorta di pettini, che possono anche essere azionati meccanicamente, e cadono nelle reti stese sul terreno sottostante.
Bacchiatura:
le fronde vengono scosse mediante bastoni più o meno lunghi per provocare la caduta delle olive. Esistono bastoni con estremità azionate meccanicamente, che tuttavia provocano danni alle foglie ed alle fronde.
Su reti permanenti:
le olive si staccano spontaneamente e finiscono sulle reti che restano tese per tutto il periodo della raccolta. Questo sistema è adatto agli oliveti con piante fitte e su pendio, tuttavia spesso le olive rimangono troppo a lungo sull'albero e risultano eccessivamente mature o vecchie.
Scuotitura meccanica:
Il distacco delle olive viene provocato sottoponendo il tronco e le branche all'azione di scuotitori. Questi ultimi vengono agganciati con apposite morse alla pianta e la fanno vibrare sino a disarticolare le olive dal proprio peduncolo e farle cadere su reti tese al di sotto. Questo sistema richiede alberi con portamento adattato all'applicazione dei macchinari e risulta a tutt'oggi poco diffuso.