Progettare e-Learning

Giugno 10th, 2006

ma anche perché solo adesso gli esperti di e-learning e di knowledge management iniziano a rendersi conto che si sta delineando un’unico settore di ricerca educativa, che comprende le nuove tecnologie insieme a tutto ciò che esisteva “da prima” nell’ambito pedagogico-didattico. Il convegno interuniversitario “progettare e-learning” (7-8-9 Giugno, Facoltà di scienze della formazione Macerata) è risultato estremamente interessante perché “vivificato” da esperti di tecnologie e di e-learning, da esponenti del mondo accademico e dell’istruzione, animati dalla convinzione che l’e-Learning ha le potenzialità di migliorare l’apprendimento a tutti i livelli di scuola. Anche se è emerso chiaramente che la ricerca e la sperimentazione, finora impegnate sul fronte dell’accessibilità e dell’usabilità, dovrà occuparsi maggiormente delle dinamiche che costituiscono i punti di forza dell’ e-Learning: la componente attiva e partecipativa, il pluralismo delle idee (anche attraverso l’apertura delle classi), la flessibilità, la capitalizzazione della conoscenza e dei processi, l’integrazione dei linguaggi, con la creazione di una molteplicità di punti d’accesso alla conoscenza e, più importante di tutti, la metariflessione.

Tra i contributori esterni più onorati (oltre al bravissimo Pier Giuseppe Rossi e al suo staff del CELFI di UniMC, che ha organizzato il tutto): Calvani (UniFi), Biondi (direttore INDIRE), Rivoltella (Uni. Catt. Milano).
Per saperne di più basta andare su http://celfi.unimc.it/el2006/.
Tutti i contributi, compreso il mio, sono leggibili online da http://celfi.unimc.it/el2006/iscrizione/elenco.asp .
Personalmente ho avuto l’onore e la soddisfazione di contribuire con una comunicazione in qualità di coordinatore della comunità WWMAPS, (e di docente dell’ITIS Divini), scoprendo piacevolmente che le attività “free lance” svolte da WWMAPS si collocano benissimo tra i migliori livelli di qualità rispetto a progetti che beneficiano di supporto istituzionale.
Il nostro Istituto si è lasciato coinvolgere in misura ridotta da tale iniziativa di collaborazione internazionale, che ha realizzato, e intende realizzare ancora, l’obiettivo di costruire esempi “trascinanti” di buone pratiche collaborative. Le ricadute sugli studenti e docenti dell’ITIS che hanno risposto agli stimoli, producendo evidenze concrete (già pubblicate su questo diario), mi lasciano prevedere che dal prossimo anno qualche collega in più si avvalerà di tale opportunità, a tutto vantaggio della didattica e dell’immagine dell’Istituto.

Alfredo Tifi

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